sabato 15 ottobre 2011

Un curioso vestito di farfalle

Lei è un sinuoso angelo che a volte indossa uno stretto vestito nero che non la fa respirare ne muovere, si sente legata, ha bisogno di liberarsi, di provare cose mai provate. Si nutre di tutto ciò che lui può darle, fino a ucciderlo. E' sempre alla ricerca di nuove emozioni, di nuovi limiti da valicare, di nuove anime da assaporare, ma le conserva come un collezionista di insetti farebbe con la farfalla più bella e rara che possiede, la osserva, la esamina, trae tutto ciò che più di bello possiede e poi la soffoca nel suo piccolo e buio vaso di vetro. Ma lei non è affatto malvagia, lei è solo curiosa. Ma perché non accontentarsi di ciò che di bello sia ha? Forse se lasciassi libera quella farfalla capiresti che non c'è niente di più bello e affascinante della sua incantevole danza o forse potresti lasciarla soffocare lentamente nella sua gabbia, qual'è la soluzione che ti incuriosisce maggiormente? Indossarla. Il male principale dell'uomo è l'inquieta curiosità delle cose che non può conoscere e per lui è peggio trovarsi in questa inutile curiosità che nell'errore "Blaise Pascal"

venerdì 10 giugno 2011

L'esperimento di me stessa


Per caso trovai voglia di sapere, di capire, di provare cose non comprese. Non tutti capirono, ma mi spinse l'idea di poter rispettare la madre terra, di sapere che avrei potuto contribuire al suo ciclo vitale, mi aiutò sapere che non avrei più sofferto, ma che mi sarei nutrita esclusivamente di ciò che la terra mi dava. Non molti ci credono ma il cambiamento è evidentemente sano, positivo, nuovo e illuminante. Non credi che il cibo possa cambiare i tuoi comportamenti? Smettendo di mangiare coloro che non sono destinati al tuo piatto scoprirai quanto la vita sia importante e grandiosa, ricercherai le tue origini, tutto ciò che è natura, tutto ciò che è colore. Forse mangiamo inconsapevolmente l'anima di chi dovremmo proteggere? Sono l'esperimento di me stessa e come tale osservo giorno dopo giorno i cambiamenti estremamente positivi che il mio corpo e la mia mente effettuano, l'approccio con l'individuo, un nuovo modo di pensare e ragionare, un nuovo modo di vivere. Questa è la storia di una vegetariana che non vide più il numero 13 dal giorno della sua conversione. "Mangiare carne è digerire le agonie di altri esseri viventi" Marguerite Yourcenar

sabato 20 novembre 2010

Il mistero della vita


Aprire gli occhi comporta un risveglio insolito, chiedi a te stesso il perchè delle tue capacità motorie e cerebrali, del fatto di avere determinati lineamenti comuni a tutti, del solo poter sentire, non è strano quanto l'uomo sia perfettamente costruito? Hai degli attimi in cui muovendo semplicemente le mani ti accorgi che infondo è un meccanismo estremamente complicato ed elaborato, ma sei talmente abituato ai tuoi movimenti che non ti rendi conto della straordinaria bellezza e complessità del tuo corpo. Forse hai perso il senso della tua esistenza? Non ti sei mai chiesto chi sei, qual'è il tuo scopo all'interno del pianeta? Giorno per giorno distratto dal continuo movimento della società forse hai dimenticato la tua missione principale, quella di trasmettere qualcosa di importante al mondo, quella di dare un colore alla tua vita e un significato o una motivazione a qualsiasi azione eseguita nei singoli giorni. Se sei stato creato è per qualche ragione, forse non sai qual'è il tuo posto, ma prima o poi lo capirai, con il tempo lo capirai. "Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei fiumi, delle stelle e passano accanto a se stesse senza meravigliarsi" S. Agostino.

mercoledì 27 ottobre 2010

Il guerriero

Provando dolore costantemente hai imparato a conviverci, hai creato un chip nella tua mente in grado di cancellare tutto ciò che ti ha creato dispiaceri. E' come se resettassi i ricordi per qualche tempo, ma durante il più profondo silenzio arriva qualcuno che ti sussurra all'orecchio ciò che ti colpì al cuore, riaprendo quella ferita ormai in fase di chiusura, distruggendo il tuo equilibrio, facendoti perdere il controllo. Vorresti perdere la memoria? Forse potresti dimenticare quel taglio da una certa prospettiva, ma dall'altra forse non potresti essere ciò che sei ora, uomo corazzato, armato di forza, guerriero. Tu che hai imparato ad amare, a soffrire, a perdonare, hai imparato a vivere, vorresti veramente dimenticare? Non puoi scappare dal tuo destino, è una serie di eventi che ti porterà all'equilibrio. Hai imparato a conoscere il mondo, hai capito quanto possa essere crudo anche se pieno di bellezza, ma tutto ciò ti servirà a sconfiggere con più coraggio e consapevolezza i tuoi demoni. Allora guerriero tieni la spada con te perchè ti servirà, forse non adesso, ma prima o poi la impugnerai di nuovo e sarai più forte di prima, se avrai la tua memoria. "A che serve passare dei giorni se non si ricordano?" Cesare Pavese.

giovedì 30 settembre 2010

Naturale felicità


Credi che cercando la troverai? Potresti cercarla fino alla disperazione e riuscire a trovarla, ottenerla, godere della sua bellezza, ma non costantemente; oppure potresti essere convinto che non esista, o che non ne valga la pena vivere di piccoli momenti di felicità perchè potresti soffrire in futuro, restando così intrappolato nel tuo oscuro mondo pessimista; potresti cercarla senza successo, magari ostacolato da assurde disgrazie. La felicità è un insieme di attimi o ricordi che ci danno un senso di appoggio e protezione, è uno stimolo di vita, un'astrazione che ci riempie dentro. Ma come renderla permanente? Non credo sia una cosa possibile in questa vita, siamo talmente viziati dalla società, al punto che ci concentriamo sul volere sempre di più, sull'insoddisfazione, sull'essere egoisti riguardo cose e sentimenti. Immagino un pianeta che si dona alla natura, alle forze dell'aria, degli animali, delle pietre, delle piante e dei fiori, trasformando questa energia in felicità, in benessere interiore, perchè è questo che ci manca, la conoscenza di noi stessi, è questo che porterà alla felicità. Conoscendo il nostro corpo e la nostra anima potremo capire cosa ci rende gioiosi, liberandoci da ogni schema mentale, che porterà soltanto alla negatività. "La gioia non si trova negli oggetti che ci circondano, ma nel più profondo dell'anima" Madre Teresa.

mercoledì 8 settembre 2010

Pensieri di cotone


Ho guardato intensamente il cielo, ammirando gli enormi ammassi di cotone da cui è composto. Nuvole scure come i pensieri grigi che invadevano la mia mente e nuvole bianche, come quei ricordi puri e quelle belle sensazioni che portano le persone a vivere ogni giorno in modo positivo. Il cielo cambia i nostri pensieri, le giornate scure generalmente ci rendono meditatori, forse è per via dei colori spenti, o forse dell'atmosfera cupa, in un certo senso intima. Il cotone impregnandosi di acqua crea la pioggia, che forse è il tuo sfogo, probabilmente libera la tua voglia di piangere, riportandoti a pensare negativamente, ma nel momento in cui smette è come se rinascessi nel raro apparire dei sette colori del tuo spettro riflettente. E' come se ti servisse una scarica di grigio per poterti completamente svuotare e riaccettare il bianco. Le nuvole sono sempre parte del cielo, come i pensieri fanno parte di noi, sono sempre presenti all'interno della nostra testa, ma sei tu che potrai decidere se evitare, scacciare e infine abbandonare le tue nuvole grigie, è così che il cielo per me si riempì nuovamente di nuvole bianche. "L'uomo libero è come un nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione" Osho Rajneesh.

martedì 11 maggio 2010

Diventando melma degli abissi

La mente è talmente invasa dai pensieri che hai l'impressione di avere un alveare inserito nella tua testa, il ronzare crea in te un buffo senso di vuoto che ti porta alla sordità. Ti svegli immerso in acqua, nuoti, lotti, vuoi tornare a riva, ma a un certo punto ti chiedi a quale scopo? C'è veramente qualcosa che ti spinge a continuare a vivere? Preferiresti lasciarti andare a fondo, affogare nel totale disprezzo della vita e forse qualcuno finalmente si accorgerà che esisti, oppure rimarrai incastrato nell'abisso senza che nessuno si preoccupi di dove tu sia svanito. Probabilmente tutti almeno una volta abbiamo immaginato come sarebbe la morte, forse scopriremo le verità più nascoste, tutto ciò che non ci hanno mai rivelato per paura di ferirci, ma questo ci ha ucciso comunque, perchè non sapevamo. Vivere su un filo di una ragnatela, nel dubbio più atroce, pensare continuamente a fatti che nessuno mai ti confesserà se sono reali o frutto di una forza negativa. Ti svegli da un lungo riposo senza un valido motivo che segni la tua esistenza, senza alcuna forza che ti spinga a lottare ancora, non vuoi essere una persona migliore. Questo è il vizio, quello di non avere stimoli per dare un senso alla tua vita, il fatto di continuare ad autolesionarti con le tue inutili paranoie, con i tuoi insensati pensieri autodistruttivi, se questa è vita allora stacca il laccio emostatico. "E' meraviglioso che ogni giorno ci porti una ragione nuova di sparire" Emil Cioran.

giovedì 15 aprile 2010

Maschera giudica maschera


Avere il coraggio di giudicare un altro/a per azioni che la persona stessa che ti giudica ha fatto è forse l'evento più ignobile e ipocrita che conosca; le persone sanno predicare bene ma razolare male. Dopo aver sofferto, dopo essere morto per colpa del tuo assassino ciarlatano, dopo essere diventato/a più forte essendo uscito/a da un'esperienza che ti ha devastato la vita, si avvicina a te l'assassino e ti chiede: "come stai"? Come è possibile che la gente sia talmente maligna da non rendersi conto del male che provoca? Tutto può succedere, niente è dato per scontato, niente è ciò che sembra. Ho imparato che tutti noi siamo caratterizzati da molte maschere e una sola faccia: ad alcune persone mostriamo una maschera, ad altre l'altra, ci sono infine persone che conoscono molte maschere che costruiscono quasi tutta la personalità dell'individuo, ma la nostra faccia è la più nascosta, anche se sembra strano forse non la conosce quasi nessuno o nessuno, perchè è quella che racchiude tutti i nostri segreti, quelli più nascosti, quelli più intimi, anche quelli di cui ci vergognamo, che non diremo mai a nessuno, nasconde il nostro vero essere, non è una maschera, siamo noi stessi. Chi è intento a giudicare guardi la sua vera faccia in silenzio, la analizzi profondamente, non apparite al mondo con una maschera di innocenza, non siate apparentemente divini, siate voi stessi, la perfezione non esiste. "Rivolgi gli occhi a te stesso e stai attento a non giudicare gli altri. In tale giudizio si lavora senza frutto; frequentemente ci si sbaglia e facilmente si cade in peccato. Invece, nel giudizio e nel vaglio di se stessi, si opera sempre fruttuosamente" T. da Kempis.